La par condicio
Guarda un po’, ma va là
il dibattito si fà;
dopo lunga consultazione
si sceglie la televisione
e i candidati in piena forma
si presentan con la loro torma.
Col televisionaro rosso e nero
molto tappo, ma assai altero,
è il fascio in doppio petto Fini,
c’è poi il clerico-felsineo Casini,
poi il grullo dei paesi legaioli
il mitico Roberto Calderoni.
Con Don Ciclo Mortadella,
questa è proprio bella,
c’è il fascinoso Sor Rutelli,
cotonato nei capelli,
preceduto da cupo rumor d’ossa c’è pure Fassino,
col suo compagno D’Alema il baffino
e, infin, foriero di quarantotto,
il prode Fausto Bertinotti.
Dirige, anche se non ci crede,
il colorito saraceno Emilio Fede
che con accento alla Biscardi
fa:” In polemica niun s’addardi,
la disgussion gomingi immandinende,
ma sembre demogradigamende!”
Fa Prodi: “ Questo è il fatto
rispettato non hai il contratto,
non dici mai nulla di vero,
sei l’uomo della crescita zero!”
E l’altro:” Sullo stesso tasto insisti,
tu sei Duce dei Comunisti,
mi spaventi l’elettore
educato ad aver di Dio e di Marx il timore!
Te la fai con gli Extracomunitari!”
E l’altro di rimando: “Pensi solo ai tuoi denari!”
Per gli spettatori son cavoli amari
Pare una portineria piena di comari
di vociare c’è gran intreccio,
aumenta il cicaleccio,
qualche spettatore vien meno,
e gli altri pensano a Sanremo……
