L’impiegato ballerino
Al terminale intento,
il capel
dritto per lo spavento,
impreca alla
vita dura,
basata sulla
quadratura…
‘ Qui devo
sprecar la mia costanza,
io, così
patito per la danza,
chè senza un
sorso di vov
straccio pure
Barishnikov!
Qui mi sento
un fior nel fango,
io, re di
salsa e tango;
son virtuoso
di mazurca,
ma vita boia
porca
m’han qui
legato
a far
l’impiegato!
Io, che
son mai stanco
di ballar
polca e flamenco,
che mi tiro il
coll
col ritmo del
rock’n roll ,
magnifico nel
punta e tacco
chiederò il
distacco;
in un ufficio
presso una balera
dove da mane a
sera
mi posso
scatenar
e infine potrò
danzar!’
