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Il lotto
Il ragioniere esasperato,
perché l’hanno esuberato,
ha fatto un quarantotto
e non ha giocato al lotto.
Può essere una dimenticanza,
di poca o punta importanza,
ma aveva preso l’abitudine
di giocar lo stesso terno per
consuetudine
ed una tale operazione
era ormai una tradizione.
Oggi nel leggere il giornale
si è sentito quasi male
l’abbiam visto sbiancare in volto
e dire:” Ma son proprio uno
stolto
son davvero un coglione!”
Era in preda alla disperazione;
della dimenticanza paga lo
scotto:
è uscito il suo terno al lotto!
Piange il ragioniere:” Me tapino,
mi sento assai cretino,
adesso doppiamente sfigato:
ho perso e son esuberato,
con un mutuo sulle spalle,
roba da spararsi nelle palle!”
Nessun se n’abbia a male,
di ‘sta storia ecco la morale:
se la fortuna vede niente o
pochino,
la sfiga, invece, ci vede
benissimo!



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